L'affresco in Italia - Blog - Associazione Culturale per l'Affresco APS

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L'affresco in Italia

Associazione Culturale per l'Affresco APS
Pubblicato da in La Scuola ·
Per capire lo “status” della cultura dell’affresco in Italia, ritengo opportuno pubblicare una memoria che il Maestro Vico Calabrò, nel 2013, trasmise al Rotary e in particolare ai Presidenti dei Rotary Club, che, in quell’anno rotariano, aderirono al service “Scuola Internazionale per la Tecnica dell’AFFresco”.
In questa “memoria” emerge l’entusiasmo dell’artista per un’arte millenaria e, nello stesso tempo, la preoccupazione, rivolta al suo paese, di perdere una tradizione ammirata in tutto il mondo.
Ancora una volta il Rotary ha saputo cogliere l’opportunità di un confronto su un tema culturale dai molteplici valori: primi fra tutti, tramandare un’arte, recuperare una parte importante di storia italiana, coinvolgere i nostri giovani in una possibile occasione di attività professionale, ma anche di rapporto e di confronto con realtà artistiche e culturali di altri Paesi.
Questo, infatti, è uno degli obiettivi della S.I.T.A. (Scuola Internazionale per la Tecnica dell’AFFresco): creare occasioni di incontro tra giovani, e meno giovani, per sperimentare questa tecnica, non solo in Italia, ma anche all’estero, ove stanno nascendo Scuole, come a Zamosc (Polonia), dove l’entusiasmo per l’affresco è altissimo e tale da coinvolgere sia il Rotary locale che la popolazione e le autorità locali.
In questi quattro anni di attività, la Scuola ha formato centinaia di persone desiderose di soddisfare una curiosità maturata nel tempo, dando la possibilità a molti Maestri, preparati da Vico Calabrò, di tramandare l’arte secondo l’antica tradizione della pittura a fresco.
Un completo resoconto dei corsi svolti e, in generale, dell’attività della Scuola, è consultabile sul sito internet: www.scuolainternazionaleaffresco.eu
E’ evidente che il Rotary, sposando “l’ideale di conservazione di un’Arte che ha dato lustro all’Italia e che tutto il mondo ammira”, ha rivitalizzato un sogno che sia era assopito negli ultimi decenni.
Attraverso la S.I.T.A. il Rotary, in questi quattro anni di attività, ha dato il proprio contributo in molteplici circostanze:
- Borse di Studio Rotary
- Supporto dei materiali ai Maestri che svolgono i corsi
- Consegna annuale degli attestati di Frequenza ai corsisti
- Divulgazione dell’arte dell’affresco
- La creazione della “Banca dei Muri”
Vorrei soffermarmi, in particolare, sulla “Banca dei Muri”, per spiegare di cosa si tratta.
Tutti, più o meno, abbiamo sentito parlare della "Banca del tempo".
Se volgiamo lo sguardo su Wikipedia, troviamo la seguente definizione:
"Per banca del tempo (abbreviato, BdT) si intende un particolare tipo di associazione che si basa sullo scambio gratuito di "tempo".
Sorte per necessità contingenti, queste esperienze d'oltremanica si dimostrano presto un'idea originale per la diffusione di una forma di economia "alternativa". L'idea viene quindi largamente esportata…
In Italia, alcune associazioni del tipo nacquero nel 1988 in Emilia-Romagna, tuttavia il termine "banca del tempo" viene usato per la prima volta a Parma agli inizi degli anni novanta…
Nei primi anni 2000 hanno conosciuto un notevole sviluppo e sono state oggetto di decine di tesi di laurea, di centinaia di articoli, interviste, pubblicazioni...
Nel nostro Distretto Rotary 2060 è nata la "Banca dei muri", dove, al posto del "tempo", il Rotariano mette a disposizione un "muro" per la realizzazione di un affresco.
In questo caso, l'economia "alternativa" consiste nel dare la possibilità ai giovani di esprimere il loro talento attraverso l'arte e, nello stesso tempo, di coinvolgerli nella realtà produttiva e reddituale.
La "Banca dei muri" è aperta ai Rotariani ti tutto il mondo. Iscrizioni e modalità operative sono pubblicate sul sito internet della Scuola.
Al termine di queste mie brevi note, segnalo che l’ASSOCIAZIONE CULTURALE PER L’AFFRESCO, nata nel 2014, su suggerimento del Rotary, per gestire al meglio la S.I.T.A., ha, da circa un mese, una nuova  e prestigiosa sede: la Basilica Santuario dei Santi Vittore e Corona a Feltre, luogo ricco di storia religiosa, ma anche di arte, con affreschi che spaziano nel tempo dal XII sec. sino ai giorni nostri. A dicembre 2015, infatti, Vico Calabrò ha decorato ad affresco tre lunette dell'ex sagrestia. L’opera, prendendo spunto dal libro di monsignor Lino Mottes, racconta "Un anno di terrore e grazia", dove protagonista è il gruppo di seminaristi, un’ottantina, che hanno vissuto in cima al Miesna (dove giace il Santuario) durante l'inverno 1944-45.
Cedo ora il passo alla “Memoria” di Vico Calabrò, nella speranza che le mie e Sue riflessioni, possano suscitare interesse e preziosi suggerimenti per il futuro prossimo della Scuola.
Tiziano Sartor

“Saluto i nuovi amici del Rotary che mi onorano della loro attenzione appoggiando con entusiasmo il mio quarantennale percorso a sostegno e salvaguardia della tecnica della pittura a fresco, la quale, pur essendo stata espressione d’arte tipicamente italiana per secoli, oggi non è più praticata, ed è trascurata anche nei luoghi di insegnamento artistico.
Sono un pittore. Come tale pratico tutte le tecniche dell’espressione cromatica. Quando imparavo il mestiere rimasi affascinato dall’affresco, caposaldo della storia dell’arte italiana, tradizione e patrimonio unici del nostro Paese. Tutto il mondo riconosce questa nostra esclusiva peculiarità. Dall’estero vengono turisti e, con loro, studiosi e artisti che cercano approfondimenti e desiderano incontrare operatori qualificati.
Ebbene, quando imparavo il mestiere mi sono reso conto che l’Italia stava buttando via questo fiore all’occhiello: non era più nella pratica normale e stava esaurendosi l’insegnamento nelle sedi ufficiali.
Le cause sono diverse :
- è mutata l’edilizia, i materiali murari sono diversi, il pittore frescante non trova sintonia con gli operatori edili e fatica a trovare i produttori di materiali idonei;
- al pittore frescante è richiesta la conoscenza dei materiali, le loro qualità e comportamento e le caratteristiche dei colori, la natura e la chimica. Quando nelle Accademie si imparava il mestiere della pittura c’era pure una materia che si chiamava “Tecnologia dei materiali”, che offriva le nozioni base necessarie ad operare;
- l’affresco non permette ripensamenti, pertanto richiede una minuziosa preparazione preliminare per arrivare alla fase pittorica senza incertezze.
Tutto ciò intende un impegno particolare non gradito a tutti. Ne deriva una naturale selezione, l’allontanamento di chi opta per soluzioni più “veloci”, meno “fastidiose”, più “redditizie”. Sia chiaro, vi sono molti mezzi per esprimersi in pittura e l’arte, quando c’è, non dipende dal mezzo usato. Si propongono mezzi nuovi. Adottiamoli liberamente. Ma almeno nelle sedi ufficiali dell’insegnamento, ove si indaga nella compiutezza delle informazioni, rimanga la scienza dell’affresco come cultura di base nel rispetto dell’immagine italiana nel mondo. Oggi, invece, offriamo un’immagine di abbandono vergognoso. Gli stranieri, artisti o studiosi, manifestano “stupore”… “incredulità”… “delusione”.
Lo so, ora sono in tanti a dirmi che non è vero, ed affermano che nelle Accademie si insegna l’affresco. E allora dobbiamo capirci. Perché laddove si fa, e si fa raramente, allo studente capita di vedere e sperimentare la pittura su una stesura di intonaco sopra una piccola superficie posta in piano. Un assaggino che neppure sfiora la conoscenza. Altra cosa è il lavoro costante che ti conduce alla consapevolezza. Tu puoi avere l’occasione di vedere una bicicletta, provi anche a montarla e ti diverti pure a far girare i pedali, ma… salire lo Stelvio è un’ altra cosa. Coloro che affermano di conoscere perché hanno visto o lo hanno fatto una volta, lo dicono candidamente in buona fede, cioè non millantano, perché in realtà non sanno che al di là c’è molto di più: c’è fatica e conoscenza, c’è capacità di affrontare grandi dimensioni, di analizzare la parete e trattare con i muratori, c’è l’ impegno nel calcolo dei tempi e degli spazi, nel rispetto delle richieste del committente e dell’inserimento armonico nell’ambiente, ecc. ecc. Tutte cose che devono maturare assieme alla coscienza professionale.
Se tutto ciò non fa comodo, si fa a meno dell’affresco, si opera tranquillamente con altri materiali e altri procedimenti. Ma l’Italia non può buttare tutto nell’angolo, sia sul piano culturale interno, sia sul piano dell’immagine all’estero. Non possiamo stendere un velo su secoli di storia.
Allora, tornando a quando imparavo il mestiere, quarant’anni fa, agli esordi della mia professione, alla scoperta che l’affresco era trascurato, non ho accettato la situazione ed ho preso l’impegno con me stesso di praticare costantemente questa tecnica, di proporla nelle occasioni di lavoro e specialmente di insegnarla a quanti manifestassero interesse nella gioiosa certezza di salvarne la conoscenza ancora, almeno, per una generazione.
E così, dapprima occasionalmente, incontravo gli interessati che mi raggiungevano nei cantieri del momento, poi a gruppi si organizzavano esercitazioni ovunque ci fosse stato disponibile un muro. E avanti con varie iniziative e corsi in tante località. Col passaparola arrivavano allievi anche dall’estero, oppure io ero chiamato presso Accademie e Associazioni: in Polonia, in Olanda, in Catalogna, in Carinzia, a Malta, in Messico, in Giappone. Sia chiaro, sempre senza compenso, altrimenti cade la credibilità della causa, cioè operare per l’immagine della cultura italiana.
Saltuariamente promuoviamo incontri internazionali degli allievi frescanti, per offrire occasioni di contatti, scambi di esperienze, nuovi progetti all’insegna dell’entusiasmo. Quest’anno, alla fine di settembre saremo a “Zamosc” in Polonia.
Celebriamo ogni anno il giorno del santo patrono dei frescanti, il beato fra Giovanni da Fiesole (18 febbraio). Quest’anno abbiamo ottenuto un permesso speciale per la visita alla Cappella Niccolina in Vaticano.
Fin qui la storia mia!
L’importante inserimento del Rotary, come sostegno al mantenimento effettivo della tradizione italiana dell’affresco, risale a due anni fa. Il presidente del Rotary Club Conegliano, dott. Pier Paolo Becich, in un incontro casuale si è molto interessato alla mia storia ed ha condiviso le mie motivazioni al punto di farne partecipi altri Club del Distretto 2060, per dare ufficialità ad una Scuola Internazionale dell’Affresco. Come sede base è stata scelta la “Casa degli affreschi” di Facen di Pedavena, che dal 1994 apre le porte ad artisti ed allievi e fino ad oggi si è riempita di 80 muri affrescati ed ha registrato la presenza di operatori di 13 Paesi. Il presidente del Rotary Club Feltre, arch. Tiziano Sartor, ha subito accolto l’iniziativa e ha istituito una la Commissione operativa che provvede alla divulgazione delle notizie sul territorio nazionale, all’acquisto dei materiali per la scuola, nonché alle borse di studio per studenti dei licei artistici del Distretto e alla costituzione e aggiornamento del sito internet. La proposta del binomio Rotary-Affresco ha trovato l’appoggio entusiasta dell’allora Governatore Riccardo Caronna che ha concesso subito il patrocinio.. Nel 2012 Il Governatore eletto Roberto Xausa, in occasione dell’Assemblea dei Governatori tenutasi a San Diego (California), ha donato ai 525 Governatori di tutto il mondo la Cartolina del Service. Il fatto ha suscitato un notevole interesse, tanto da doverne ristamparne altre copie per poi essere inviate in tutto il mondo.
A seguito di questi ultimi avvenimenti ho cominciato a vivere una nuova dimensione. Dopo quarant’anni di sognatore senza fissa dimora, mi sento affiancato da una realtà efficace, che condivide il mio sogno.
Tra rotariani esiste una reciproca, tacita fiducia, perciò un’idea proposta da loro è accolta senza difficoltà e facilmente seguita da altri soci. Viene così superato il passaparola degli idealistici, che, per quanto leali ed entusiasti, a volte non sempre credibili nello strano mondo dei pittori.
Il veicolo informativo è ampio per cui si possono raggiungere spazi nuovi ed appoggiare nuovi maestri scelti fra gli allievi più assidui e coscienti dello spirito di servizio alla cultura.
Accolgo tutto ciò come un esito gratificante ed inatteso. Al mio percorso di sogno si è affiancato un concreto appoggio e ricevo un ulteriore gioioso stimolo a proseguire con forza.
Concludo esprimendo la mia gratitudine. Se assieme riusciremo a salvare una scienza, che è gloria esclusiva della nostra storia, il Rotary avrà dato un contributo meritorio non alla mia persona, ma ad un ideale di conservazione di un’Arte che ha dato lustro all’Italia e che tutto il mondo ammira.
Feltre, 02-07-2013
Vico Calabrò”




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Referente artistico: Ludovico Calabrò
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